graziosa cittadina posta a 450 m.
sul livello del mare, è situata al centro della Valtellina alla
confluenza dell'Adda e del Poschiavino, al confine di Stato
con la Svizzera. Il borgo di fondovalle è immerso nelle coltivazioni
tipiche valtellinesi (vite e melo) ed è circondato dalle sue
caratteristiche frazioni(Baruffini, Valogna, Gilera e Roncaiola)
poste sulle pendici Retiche ed orobiche del sistema delle Alpi.
Più sopra il paesaggio è caratterizzato dai folti boschi a tratti
interrotti dai numerosi maggenghi. I centri storici del borgo,
Tirano-vecchia e madonna, ricchi di testimonianze storiche ed
artistiche così come le frazioni, hanno mantenuto strutture
e caratteristiche tipicamente valtellinesi. Crocevia di valli
e sistemi diversi, all'incrocio tra il Passo dello Stelvio,
il Passo del Bernina, il Passo dell'Aprica ed il lago di Como,
Tirano si è sempre distinta come luogo d'incontro e di scambio
di prim'ordine; ne è testimone l'antica piazza della Basilica
con le sue antiche e rinomate fiere che fin dal XVIº secolo
costituiscono appuntamento importante per italiani e svizzeri.
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Santuario della Madonna
A Tirano, alla confluenza della
Val Poschiavo con quella dell'Adda, sorge maestosa la Basilica
della Beata Vergine. Si tratta senza dubbio del monumento più
insigne della provincia dal punto di vista artistico, storico
ed artistico. Simbolo della profonda religiosità cattolica dei
Valtellinesi, meta ancor oggi di pellegrinaggi, è stata edificata
a partire dal 1505, nel luogo in cui nel 1504 la Madonna apparve
al Beato Mario Omodei, ma fu ultimato solo due secoli dopo.
Nel 1927 Papa Pio XI decretò l'elevazione del Santuario a Basilica
Romana.
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Azienda Vinicola Conti Sertoli Salis
L'attenzione e l'impegno della famiglia
Sertoli Salis ha consentito il restauro delle cinquecentesche
cantine di Palazzo Salis a Tirano, nelle quali già nel 1665
il Conte Giovanni Salis di Zizers, podestà grigione e governatore
della Valtellina, riforniva con pregiati vini le nobili famiglie
svizzere e della valle dell'Adda. Nelle antiche strutture di
palazzo Salis, la Conti Sertoli Salis ha realizzato attraverso
un'attenta ricerca tecnica e storica, il recupero di antichi
vitigni di qualità valorizzando particolari metodi di vinificazione,
nel totale rispetto delle migliori tradizioni vitivinicole locali.
I vini prodotti uniscono tipicità valtellinese a stile, qualità
e prestigio. Sono il risultato di una severa selezione dei vigneti
ubicati nelle migliori zone.
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Il Museo Etnografico Tiranese
Vicino al Santuario è presente il
Museo Etnografico Tiranese nel quale sono ordinate e studiate
le testimonianze della cultura popolare locale. Sorto nel 1973,
nel 1990 è stato riordinato nella Casa del Penitenziere a questo
fine restaurata dal Comune di Tirano. L'edificio che ospita
il museo è un'elegante dimora settecentesca che venne costruita
come abitazione per il rettore del santuario, talvolta chiamato
Penitenziere con riferimento al suo specifico incarico di confessore.
All'ultimo piano sono ordinate testimonianze delle attività
contadine e della vita domestica; nell'atrio sono visibili documenti
attinenti i commerci, la caccia, la pesca, l'illuminazione e
la realizzazione casalinga dei salumi. Nel piano sottostante
sono poste la sala della tessitura e quella dedicata ai paramenti
donati al Santuario nel 1636 dal Cardinale di Richelieu, primo
ministro di Francia. Al piano terreno vi sono la saletta delle
esposizioni, la stanza degli attrezzi dei mastri carraio e bottaio
e dello stagnino itinerante. Sono inoltre degne di nota nelle
collezioni: la trulla romana (I sec. d.C.), un'ascia di bronzo
(XII sec. a.C) ed una splendida dote intarsiata del 1711.
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Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie a Grosotto
Grosotto, ben visibile dalla strada
che attraversa il paese, è il primo santuario mariano in terra
valtellinese. L’edificio fu eretto in ringraziamento alla Madonna
per lo scampato pericolo del borgo minacciato dai Grigioni nel
1487. La chiesa, in stile classico, semplice e austero, ben
si inserisce ai piedi del colle dei castelli e del dosso giroldo
con le incisioni rupestri (2000/1000 a.C.). Conserva, all’interno,
una scultura lombarda del ‘500, raffigurante la Beata Vergine
delle Grazie, opera di Giovanni Angelo Del Mayno, un organo
finemente intagliato con pannelli di incomparabile bellezza
e la monumentale ancora dell’altar maggiore di Pietro Ramus.